Fausto Petrella, La mente come teatro, Centro Scientifico Editore, 2011

La mente cme teatro

Pubblicato per la prima volta nel 1982, il libro è oggi riproposto in una seconda edizione, ampliata con l'inserimento di due nuovi capitoli e di due appendici. Negli ultimi trent'anni i modelli di assistenza e trattamento delle malattie mentali hanno conosciuto profondi mutamenti, e l'introduzione delle attività espressive nell'ambito della riabilitazione psichiatrica è oggi una pratica diffusa. Decisamente meno comune è la riflessione attenta e sistematica sul significato e le implicazioni di queste pratiche. Fausto Petrella, psichiatra e psicoanalista, esplora il senso dell'esperienza teatrale a molteplici livelli: clinico-psichiatrico, istituzionale, relazionale, nella teoria e pratica psicoanalitica. Il riferimento al teatro esplicitato nel titolo è alla base di una vasta metafora, che attraversa tutto il volume in innumerevoli declinazioni e percorsi. L'idea centrale è che l'apparato psichico possa essere concettualizzato come un teatro e che, in modo speculare, la scena teatrale funzioni come una rappresentazione della mente dell'osservatore, in modo simile al sogno. L'autore osserva come fin dall'inizio nell'opera freudiana sia possibile rintracciare numerosi esempi che richiamano la metafora teatrale. Come sottolinea Petrella tuttavia, "manca nella teoria freudiana un esplicito riferimento al dispositivo teatrale assunto come modello di funzionamento mentale". L'interesse per il contesto formale del teatro è invece massimo per l'autore. Le analogie con un altro dispositivo specifico, quello che regola il settinganalitico, sono molte. Del resto, come sottolinea Petrella, "la cellula elementare della teatralità va individuata nel rapporto tra autore e spettatore". Nello specifico contesto dell'analisi, l'analista figura di volta in volta come autore, spettatore, commentatore, interprete, che rende possibile operare i passaggi dall'immediatezza delle esperienze di vita al racconto, al teatro, al discorso teorico. L'ultimo capitolo, Mito, immaginazione e teatro della mente, evidenzia il ruolo cruciale della fantasia nella ricerca della conoscenza, in linea con una più generale valorizzazione dell'importanza delle metafore come luogo di intersezione tra letteratura, scienze del linguaggio e psicoanalisi. Un volume breve, che tuttavia apre molti percorsi possibili di lettura e approfondimento, nell'inconfondibile stile dell'autore.

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